14/04/2019

Il primo giorno

Il primo giorno

C’è un primo giorno per ogni cosa, per ogni esperienza, per ogni ruolo che saremo chiamati a ricoprire (scuola, lavoro, matrimonio, genitore, ecc.). La caratteristica di un primo giorno è quella di introdurre la nostra vita ad una nuova realtà, dalla quale non torneremo più indietro e che comporterà l’inizio di un nuovo cammino.

In Genesi 1:1-5 leggiamo del principio della creazione. Questi versi ci guidano a comprendere come opera Dio, troviamo infatti una serie di azioni che rivelano come Dio agisce:

  • Dio è presente e vede la condizione dell’uomo. “La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque”; questi aggettivi possono essere applicati al cuore di ogni uomo lontano da Dio. Quando si perde di vista Dio, si è informi e vuoti. Persi nell’anonimato si viene privati della propria identità di creature e di figli di Dio. I perduti nel mondo non sanno del loro valore, del loro Creatore, dell’amore del Padre né del piano di Dio. Ma Egli non è lontano dal mondo oggi così come non lo era allora, quando il Suo Spirito aleggiava sulle acque di quella terra informe e vuota. Dio è vicino! Aspetta che gli apriamo un varco per avere un contatto, non più solo superficiale, ma profondo, fino a giungere al centro del nostro cuore, dove Egli desidera dimorare.
  • Dio parla e la sua parola si realizza. “Disse: «sia la luce!» e luce fu”; così si manifesta la gloria della Sua potente opera. Senza la Parola di Dio, che è Cristo Gesù, neppure una delle cose fatte è stata fatta (Giovanni 1:3). Ci rimane difficile pensare che una parola possa cambiare le situazioni, darci la vittoria, guarirci o salvarci, ma così è! Non si tratta, infatti, di una parola uscita dalla bocca dell’uomo ma della Parola di Dio. A volte trattiamo la Parola come un farmaco: ci consola, lenisce il dolore, ci tranquillizza, ecc. ma è molto di più. In Matteo 8:7 leggiamo la risposta di Gesù al centurione. Chiunque, di fronte alle parole di Gesù che dice di voler venire a casa nostra per esaudire la nostra preghiera, non avrebbe nulla da ridire, ritenendo necessaria la Sua presenza fisica. Ma quest’uomo attribuiva grande valore alle parole di un’autorità (in virtù della sua vita militare) e aveva capito che se l’ordine fosse venuto da Gesù, quell’ordine avrebbe prodotto necessariamente l’effetto sperato.

In Ezechiele 37:1-10 vediamo che glorioso effetto ha la Paola di Dio (pronunciata per bocca di Ezechiele). Essa ha il potere di riportare la vita dove ci sono ormai solo ossa secche, ma è necessario che confidiamo in essa e la applichiamo alla nostra vita. Solo allora vedremo realizzarsi prontamente ciò che Dio sancisce per la nostra vita.

  • Dio separa, ordina e sancisce delle differenze. “Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre”. Il Signore non si è limitato a creare l’universo, la terra e gli uomini ma Lui se ne prende cura e se ne compiace. Egli è presente e veglia sulla Sua creazione, continua a guardare amorevolmente alla nostra vita, ci protegge e ci sostiene per portare a compimento l’opera iniziata in noi.

In 2 Corinzi 6:14-17 l’apostolo Paolo parla di una naturale assenza di comunione tra le cose di Dio e il mondo, una separazione che comporta la necessità di una scelta. Dio vuole poter operare per recidere nella nostra vita ciò che non gli appartiene. Questa realtà non è indolore: le convinzioni sbagliate, le comodità e le abitudini che abbiamo acquisito e consolidato nella nostra vita non sono semplici da cambiare e non ci piace dovervi rinunciare. È richiesta una scelta ed un impegno derivante dalla nostra volontà.

In Geremia 15:18 il profeta parla al Signore e nel suo sconforto si chiede se Dio non sia stato per Lui come una sorgente illusoria. A volte le difficoltà e l’inerzia di Dio nell’intervenire in nostro favore possono portarci a pensare che la nostra fede in Lui non è altro che un’illusione; leggiamo delle Sue promesse, ma guardando alla nostra vita non le vediamo reali, leggiamo de Suo amore ma non riusciamo ad avvertirlo. La risposta del Signore a Geremia è chiara: “Se tu separi ciò che è prezioso da ciò che è vile…” (Geremia 15:19). Questa è la nostra responsabilità: pensiamo a quante cose vili, infruttuose e dannose sono presenti nella nostra vita. Dobbiamo separarcene. Dio ci fa grandi promesse ma a monte ci sono dei “se”, che siamo chiamati a rispettare. Egli non si aspetta perfezione da noi ma ubbidienza.

In Luca 24:2-5 leggiamo del “primo giorno dei primi giorni”, quello della resurrezione di Gesù. È il giorno in virtù del quale abbiamo avuto la possibilità di intraprendere una vita nuova in Lui. Egli ha compiuto per noi un’operazione di separazione dalle tenebre, strappandoci dai piani del nemico, per introdurci ed innestarci nella meravigliosa realtà della vita in Cristo.

Che questo giorno possa essere un primo giorno, in cui diamo inizio ad un cammino diverso, per una più profonda conoscenza del nostro Signore Gesù e per lasciarci definitivamente alle spalle le cose vili del passato.